Tra le misure adottate nel 2018 per incentivare la creazione di nuove imprese in Italia, una fetta importante della legge di stabilità è stata dedicata all’imprenditoria femminile. All’interno del decreto fiscale approvato lo scorso ottobre, infatti, sono previste molte novità in termini di bandi, incentivi e agevolazioni alle imprese che riguardano esclusivamente le PMI gestite da donne.
L’imprenditoria femminile è ormai una realtà economica ben consolidata nel nostro Paese. Sono tante infatti le aziende tutte al femminile già presenti sul territorio e sono sempre di più le start up innovative che nascono in Italia a partire da società a maggioranza femminile.
Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare questo articolo a tutte coloro che hanno voglia di mettersi in proprio e creare la propria attività commerciale, trasformando la propria idea imprenditoriale in realtà produttiva, ma che non sanno come muoversi nel panorama dei finanziamenti agevolati.
In questa guida troverete tutte le informazioni necessarie per richiedere gli agevolamenti adatti al proprio progetto imprenditoriale al femminile, dai requisiti di accesso richiesti alle varie tipologie di incentivi economici dedicati all’imprenditoria femminile, fino a un elenco su base regionale di tutte le agevolazioni attualmente in vigore per le donne.
Per altre Agevolazioni per creare nuove imprese leggi il nostro articolo su tutti i contributi e gli incentivi del 2018 per i giovani imprenditori, per l’assunzione dei disoccupati under 30 e over 50, i fondi e finanziamenti pubblici per la creazione d’impresa.
Dalla legge 215/92 alle misure 2018: la normativa
A disciplinare le regole per le agevolazioni delle imprese femminili ci pensa la legge italiana n. 215 del 1992 – dal titolo “Azioni positive per l’imprenditoria femminile” – che sancisce le modalità e i requisiti per accedere ai vari tipi di incentivi previsti a favore delle imprese costituite o da costituire.
L’obiettivo generale della legge è volto a “favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile nonché a promuovere la formazione e la qualificazione professionale delle donne imprenditrici”, si legge nel testo.
In base alla legge, i requisiti di cui devono essere in possesso le piccole e medie imprese in rosa per beneficiare delle agevolazioni e per presentare domanda di finanziamento sono i seguenti:
- ditta individuale: il titolare deve essere una donna;
- società di persone e società cooperative: devono essere imprese a prevalente partecipazione femminile (almeno il 60% devono essere donne lavoratrici);
- società di capitali: almeno ⅔ delle quote devono essere in possesso di donne e l’amministrazione deve essere composta almeno da 1/3 di donne.
Per quanto riguarda le piccole imprese, invece, i requisiti per partecipare al bando sono:
- aver meno di 50 dipendenti;
- avere un fatturato inferiore a 7 milioni di euro o 5 milioni di totale di bilancio;
- non essere dipendenti da imprese partecipanti.
Gli investimenti possono essere utilizzati per raggiungere i seguenti obiettivi:
- avviare una nuova attività;
- acquisire attività già esistenti;
- realizzare progetti aziendali legati alle tecnologie;
- acquisire servizi.
Le agevolazioni per le imprese femminili per il 2018
Le agevolazioni che spettano alle giovani donne che costituiscono nuove imprese sono diverse e variano in base all’obiettivo da raggiungere, al bando per l’erogazione di contributi e al tipo di Ente a cui si rivolgono.
Vediamo insieme quali sono quindi tutte le agevolazioni per l’imprenditoria femminile definiti dalla legge e quali sono le nuove misure introdotte con l’ultima legge di stabilità per il 2018.
- Contributi a fondo perduto: sono incentivi che servono ad avviare l’impresa femminile, per cui sono costituiti da una parte di capitale che non deve essere restituito; generalmente il 50% dei fondi pubblici sono a fondo perduto e il resto è rimborsato in rate mensili a tasso agevolato;
- Agevolazioni a tasso zero per avviare l’attività imprenditoriale, realizzare nuovi progetti aziendali, acquistare nuovi prodotti e servizi;
- Fondo di Garanzia: non è un contributo economico, ma permette di richiedere un finanziamento garantito dallo Stato. Il fondo di garanzia per PMI non interviene nei rapporti tra il beneficiario e la banca né sui tassi di interessi applicati, ma sulle garanzie reali, assicurative e bancarie;
- Microcredito: anche in questo caso non è previsto un contributo economico, ma la garanzia sull’eventuale prestito richiesto da imprese femminili già costituite o da professioniste con Partita IVA da almeno 5 anni. Per accedere al microcredito, le imprese e le professioniste non devono avere più di 5 dipendenti, 10 in caso di Società di persone, SRL semplificate e cooperative;
- Autoimpiego Invitalia: si tratta di uno strumento a sostegno all’imprenditoria femminile per creare, sviluppare e avviare piccole attività su tutto il territorio nazionale da parte di giovani e donne. La gestione del fondo, è assegnata all’Agenzia nazionale per l’attrazione d’investimenti e lo sviluppo d’impresa che si occupa di valutare le domande di contributo a fondo perduto e di mutuo a tasso agevolato.
- Smart&Start Italia: è uno strumento di agevolazione istituito dal Ministero dello sviluppo economico al fine di promuovere l’innovazione e sostenere le start up con un Fondo complessivo di 250 milioni di euro da parte del Ministero dello Sviluppo economico.
- Anche il Dipartimento pari opportunità ha attivato degli strumenti di sostegno per l’accesso al credito delle donne. Si tratta della Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei ministri – Pari opportunità” che offre modalità semplificate di accesso alla garanzia dello Stato e del Protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità e dell’auto-impiego femminili.
Come e dove si presenta la domanda
Le donne interessate ad accedere ai finanziamenti possono controllare i bandi sul sito del MISE o della propria regione. Gli interventi regionali vengono pubblicati periodicamente dagli Enti locali e in ognuno di essi vengono specificate le risorse disponibili, i costi e le modalità di finanziamento.
Dopo aver verificato il possesso dei requisiti e dei documenti necessari, è possibile procedere alla presentazione della domanda utilizzando la modulistica pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. L’Ente procederà alla pubblicazione della graduatoria per l’accesso al credito in base a criteri quali: occupazione, fattibilità dell’idea di impresa, partecipazione femminile, business plan, certificazioni.
Quanto ai tempi dell’apertura della nuova impresa, dopo aver compilato e inviato i moduli, il registro delle imprese spedice la ricevuta di protocollo della Comunicazione Unica all’indirizzo Pec dell’imprenditrice valida per l’avvio dell’impresa. Il titolare riceverà poi dall’Agenzia delle Entrate il codice fiscale e la partita IVA dell’impresa.
Per vedere i bandi potete rivolgervi agli uffici o visitare: IF – imprenditorialità femminile di UnionCamere; Mise – finanziamenti giovani e donne.
Finanziamenti donne: le misure regionali
Ogni Regione d’Italia sostiene la creazione d’impresa femminile attraverso l’emanazione di iniziative, bandi e agevolazioni. Vediamo insieme tutte le misure regione per regione.
REGIONE VENETO
- Contributi regionali (fondo di rotazione per l’imprenditoria): possono beneficiare delle agevolazioni le PMI a prevalente partecipazione femminile che sono impegnate in iniziative finalizzate alla realizzazione di investimenti. Le domande ammissibili riguardano le spese che vanno da un minimo di ventimila euro a un massimo di centomila euro.
- Microcredito Donna: è uno strumento di aiuto per tutte le donne che vogliono avere la possibilità di creare una propria impresa senza affidarsi a studi professionali. Si tratta di finanziamenti fino a 25 mila euro volti a favorire l’avvio o l’esercizio di attività di lavoro autonomo o di microimpresa a persone fisiche, società di persone, s.r.l. semplificate, associazioni o società cooperative.
- Servizio Nuova Impresa: presso ogni Camera di Commercio del Vento è presente uno sportello che offre gratuitamente alle aspiranti imprenditrici orientamento e assistenza nella fase di avvio di una nuova impresa.
REGIONE LOMBARDIA
- Credito Adesso è la linea di credito agevolata promossa da Regione Lombardia e Finlombarda S.p.A. per finanziare il fabbisogno di capitale circolante connesso all’espansione commerciale delle imprese operanti in Lombardia, iscritte al registro delle imprese che operano nei settori del manifatturiero, del commercio, delle costruzioni e del turismo.
- Bando StoeRevolution: supporta le micro, piccole e medie imprese del commercio al dettaglio con lo scopo di affrontare i cambiamenti legati alla rivoluzione digitale.
REGIONE PIEMONTE
La Regione Piemonte supporta le donne lavoratrici autonome e le libere professioniste favorendo la nascita di nuove imprese con l’accompagnamento d’impresa tramite gli sportelli provinciali, promuovendo il sostegno finanziario a favore dell’autoimpiego e del microcredito e sostenendo la nuova programmazione dei fondi europei.
REGIONE LAZIO
Le politiche della Regione Lazio sono volte a sostenere la nascita e lo sviluppo di idee e progetti imprenditoriali da parte delle donne, promuovendo la creatività e la valorizzazione del capitale umano femminile e del capitale sociale attraverso opportunità e contributi fino a 30 mila euro.
REGIONE TOSCANA
La Regione Toscana ha aperto il bando, sostenuto dai finanziamenti europei, dal titolo “Microcredito a sostegno della nascita di nuove imprese giovanili, femminili e dei destinatari di ammortizzatori sociali nei settori manifatturiero, commercio, turismo e terziario” per favorire il consolidamento e la tutela delle iniziative imprenditoriali.
REGIONE LIGURIA
La Regione Liguria ha affidato a Unioncamere Liguria e Istituto per la Promozione Industriale l’attuazione di un programma cofinanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico che prevede azioni di comunicazione e informazione alle imprese femminili esistenti e alle aspiranti imprenditrici.
REGIONI DEL MEZZOGIORNO
Dal 15 gennaio 2018 è attivo il progetto “Resto al Sud 2018” riservata al pubblico giovanile under 35 anni e alle donne residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La concessione finanziaria complessiva è di 1.250 milioni di euro. I contributi pubblici sono a disposizione per i seguenti settori:
- produzione di beni nei settori industria e artigianato;
- fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
- turismo.